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    MAURO: il futuro del libro e la crisi

    di urkalg (31/01/2009)

    Con la diffusione sempre piu' capillare di Internet sembrava che gli e-book dovessero sostituire completamente il libro tradizionale (nel primo trimestre del 2004 le vendite di e-book negli USA hanno raggiunto i 3,3 milioni di dollari con un incremento del 46% rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente). Così non è avvenuto e credo non avverrà: il piacere della lettura è strettamente correlato al piacere fisico di maneggiare un tomo e di poterne sfogliare le pagine.

    Il libro è un "oggetto" da conservare o esibire nella propria libreria, il libro si legge uno alla volta, comodamente seduti su una poltrona o sdraiati sul letto prima di abbandonarsi ad un sonno ristoratore o sotto l' ombrellone in spiaggia. Pertanto per quanto riguarda narrativa e saggistica o comunque libri che vengono presi in mano per essere letti dall' inizio alla fine, lunga e prospera vita al vecchio, tradizionale e caro libro di carta.

    Ritengo che l' e-book al contrario potrebbe assumere una rilevante importanza in ambito scolastico e per il settore editoriale relativo alla manualistica, alle enciclopedie, agli atlanti, vocabolari e guide, all' editoria di consultazione in genere: potremmo ipotizzare in un futuro piu' o meno prossimo le spalle dei nostri figli non piu' curve sotto il peso di zaini riempiti di dizionari e vocabolari ma con la compattezza ed il relativo ingombro di un solo e-book comprensivo di tutte le materie e i relativi supporti di calcolo e consultazione, ad un costo inferiore rispetto a quello oggi necessario per tutti i libri di testo previsti per ogni corso di studio.

    Quanto ai libri on demand avevo letto qualcosa: limitando la stampa solo alle copie richieste e quindi sicure da piazzare, le case editrici limiterebbero di gran lunga i costi, evitando così il rischio dell' invenduto e risolvendo alla radice il problema delle scorte in libreria di piramidi di tomi intonsi.
    Per il pigro lettore italiano non mi pare una soluzione di semplice applicazione: o uno ha le idee chiare su cosa v uole leggere e va a colpo sicuro oppure comporta lunghe sedute davanti al pc alla ricerca del libro da leggere, ed a questo sinceramente preferisco il classico sfogliamento in libreria.


    Ti segnalo un'intervista a Jonathan Franzen (Le correzioni) pubblicata su La Repubblica di ieri: la recessione coinvolgerà anche le case editrici, nel senso che per ridurre i costi eviteranno congrui anticipi a scrittori affermati e limiteranno molto la pubblicazione di scrittori emergenti per evitare i rischi dell' invenduto, anche le traduzioni di scrittori stranieri subiranno un pesante ridimensionamento.

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