A Mauro
Circa dieci anni fa, incontravo, grazie ad una lettera pubblicata su Italians, le pagine del Corriere della Sera curate da Beppe Severgnini, Mauro.
L'incontro virtuale si è trasformato in una lunga amicizia e, due anni fa, in un incontro “dal vivo”.
Qual è la ricetta di questo duraturo rapporto epistolare?
Credo la stima e la simpatia reciproca, qualche affinità elettiva e il fatto di condividere diversi interessi, non ultimo, la lettura.
A volte Mauro mi stupisce con le sue analisi profonde e pertinenti, tanto da farmi pensare non solo che potrebbe benissimo prendere il mio posto (o il posto di chiunque) nel dare consigli di lettura, ma anche che è vero un peccato che le sue – e le nostre considerazioni – rimangano un semplice scambio fra me e lui.
Perciò, anche se non credo di averlo del tutto convinto sulla bontà di questa decisione, d'ora in poi pubblicherò su queste pagine le nostre lettere, almeno quelle di carattere letterario.
Non so nemmeno io dove voglio arrivare: mi basta sapere che rimarrà una traccia di quello che ci scriviamo e se qualcuno avrà la curiosità e la pazienza di seguirci in questo viaggio a due, ci farà piacere avere compagnia - oltre ai libri, naturalmente!





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