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    De.licio.us

    "Noi due come un romanzo" - Seconda parte

    di urkalg (13/02/2009)

    Cara Lidia,


    Da dove derivano le tue perplessità? dall' improbabilità della trama o dall' insoddisfacente tecnica narrativa?
    Come ben sai sono particolarmente irretito dai romanzi in cui i protagonisti si interrogano sul proprio percorso, attraversano fasi più o meno critiche della propria travagliata esistenza, lottano, graffiano, alla fine la spuntano.
    Non sarà una casistica molto frequente di relazioni nate sui banchi di scuola, poi sopite per decenni e riaffioranti in età adulta, quando ogni singolo elemento della coppia a suo tempo scoppiata ha nel frattempo intrecciato altri legami e li ha anche sciolti.
    A parte la verosomiglianza della storia, ho apprezzato soprattutto uno degli attori non protagonisti, ma fino a un certo punto: il libro. La descrizione della vita quotidiana in libreria, le citazioni di libri famosi, le classificazioni dei diversi romanzi comunque incentrati sull' amore sono tutti elementi che denotano curiosità e amore per i libri da parte della Calvetti, e per noi bibliofili ciò non guasta affatto. Forse non ti convince la scom....accidenti, avevo già scritto qualcosa sul finale, ma poi mi sono riletto la tua mail e meno male che mi ero ricordato bene, non l' hai ancora finito, non me lo sarei mai perdonato di averti rovinato il piacere della sorpresa...
    Dal mio osservatorio maschile  potrei soffermarmi sui due uomini  della storia. Federico, che nonostante studi e formazione prettamente tecnici, rivela un animo romantico e interessi umanistici, dai rapporti complessi prima con la madre, poi con Emma, classica fidanzata da banchi di scuola invisa alla famiglia di lui per casato non consono...e poi il figlio, con cui Emma ha il classico rapporto burrascoso tipico dell' adolescenza, l' amore odio che però nel finale lo  porterà a rivestire un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell' intreccio.
    E poi ho apprezzato l' anomalo rapporto epistolare che lega i due protagonisti, sia per il fatto che nasce proprio in una libreria e proprio attraverso un libro (ma quello scelto avrebbe potuto secondo me essere più significativo) sia per il fatto che pur vivendo in una società contemporanea iper tecnologica affidano i propri sentimenti all' antiquato "carta, penna e calamaio".

     

    Mauro

     

    Caro Mauro,

    Credo la mia sia solo invidia. Verso Emma che ha aperto una libreria e che ha avuto successo.

    Per Paola Calvetti che ha scritto un romanzo così - della serie: "perchè non ci ho pensato io?" oppure "ma non l'avevano già scritto?!" o, infine, "ma questa è la mia vita!"

     

    Aspettiamo, dunque, che io finisca questa lettura e che possa commentare con più tranquillità un libro che, mal che vada, rimarrà una miniera di citazioni.

     

    A presto, Lidia

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    Richard Yates, "I non conformisti"

    di urkalg (10/02/2009)

    Titolo originale "Revolutionary road"


    Una tragedia americana, che ha per tema il matrimonio: così potrebbe essere semplicisticamente descritto questo straordinario e inquietante romanzo, scritto nel 1961. Uno spietato ritratto della coppia media americana durante il boom economico degli anni 50, divorata dalla noia , dalle frustrazioni e da ambizioni sbagliate.

    Dopo un'infanzia infelice, i coniugi Wheeler sembrano accettare la mediocrità quotidiana: hanno due figli, abitano nel più tipico ambiente borghese americano, sulla "via delle rivoluzione", nell' utopia suburbana di New York.

    Sembrano far parte di un meccanismo sociale perfettamente oliato, ma dietro le apparenze si cela il dramma di una logorante e strisciante insoddisfazione, mascherata da una presunta superiorità nei confronti del prossimo e dell' ambiente sociale in cui loro malgrado sono inseriti. Così sognano una svolta nella propria esistenza, la fuga verso l' Europa, e Parigi, dove progettano di ricominciare da zero: ma il progetto non viene realizzato, con un drammatico risvolto.

    Romanzo di eccezionale interesse sociologico, descrive perfettamente la difficoltà di essere fedeli a se stessi in una società dove il rifiuto del sistema è stato assunto dal sistema stesso e l' incipit del romanzo, una rappresentazione teatrale di una compagnia di dilettanti è la perfetta descrizione della società contemporanea: quanto dicono i personaggi principali è sempre contrapposto a quanto essi pensano in realtà. Proprio come avviene nella vita, essi recitano continuamente una parte, mentre l' unico grillo parlante con una scintilla di autenticità è un pazzo uscito dal manicomio dopo decine di elettroshock. Interessante la tecnica narrativa di aprire ogni capitolo con la descrizione delle vicende dal punto di vista di un personaggio sempre diverso, così da sviscerare i pensieri di tutti gli artefici della vicenda, anche i più intimi: d'altronde entrare nella testa delle persone per raccontarne le elucubrazioni è una conquista della narrativa moderna, da Joyce in poi.

    Uomini e donne sempre con le mani impegnate da sigarette e da bicchieri di liquori, anche la protagonista incinta, descrizione di ambienti che denotano un continuo stato di oppressione, dal cielo ai colleghi di lavoro, e sullo sfondo anche i figli, visti spesso come un intralcio, un impedimento per il raggiungimento di soddisfazioni personali.

     

    Mauro

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    "Noi due come un romanzo"

    di urkalg (06/02/2009)

    Ieri io sono stato male tutto il giorno... totale digiuno, mi sento uno straccio, stamattina non avevo neanche la forza per aprire il tubetto del dentifricio...è stato un giorno non vissuto, passato a dormire o dormicchiare e basta, un giorno della vita davvero
    sprecato; prima del morbo, avevo iniziato un libro che dovresti assolutamente leggere, parla di libri e librerie, di rapporti epistolari, c'èMilano, c'è la crisi dei 50 anni, ti basta? incuriosita a sufficienza?

    Mauro


    Vabbè, dimmi almeno chi è l'autore o il titolo... Guarda che il raffreddore non mi è passato e la testa ormai non c'è più, farei
    troppa fatica a trovare il libro ...

    Lidia

    "Noi due come un romanzo", di Paola Calvetti

    Mauro


    Conosco l'autrice, avevo letto un romanzo su tre amiche (devo pur immedesimarmi in qualcuno!).
    Grazie per il consiglio!
    Lidia

    P.S. Hai visto il sito del libro? Solo a sentire la musica mi metterei a piangere a dirotto! Come hai potuto farmi questo?!

     

    L'ho appena finito, vorrei condividere con te sensazioni ed emozioni, ma se hai intenzione di leggerlo non vorrei influenzarti...
    Che musica sarebbe? Perchè "Come hai potuto farmi questo?"

    buona notte, Mauro


    Mi hai suggerito un romanzo che non ho sottomano e con una pila di libri da leggere! Ecco che cosa mi hai fatto!

    Se vai sul sito la senti, la musica!

    Buona giornata, Lidia

     

    Sì, l' ho sentita, volevo solo sapere se ne conosci l' autore, resto in trepida attesa delle tue impressioni sul libro...e soprattutto del parallelo con Kelman...  Mauro

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