W le code!
Credo di aver fatto una grande scoperta: il tempo che, trascorso nelle sale d’aspetto di uffici, ospedali, stazioni, oppure a fare compagnia ad una zia che ama guardare la TV e alla quale, dopo un po’, non si ha più troppo da dire, non è affatto sprecato.
Anzi, con il giusto stato d’animo e muniti di una capacità ad isolarsi da tutto e da tutti, questo tempo può anche essere impiegato in modo proficuo per la lettura.
Ho potuto sperimentare direttamente questa verità proprio i giorni scorsi. Una denuncia dei redditi sbagliata e la conseguente fila di ore, mi ha permesso, ad esempio, una “lettura veloce” di un romanzo di ben 416 pagine - spinta anche dalla necessità di dover intervistare l’autrice due giorni dopo…
È stata una delle rare volte, in vita mia, in cui non ho percepito quel tempo come “buttato via”, perso, da impiegare in altre faccende più pressanti e necessarie.
La cosa si è poi ripetuta per via di alcune visite ripetute in ospedale – con attesa in pronto soccorso annesso, riuscite a immaginare?! Per fortuna niente di grave, altrimenti la mia mente sarebbe stata impegnata in ben altri pensieri, ma rimane il fatto che la lettura ha contribuito a dare valore a questo tempo.
E credo che questo fatto non sia di poco conto, soprattutto visto che viviamo in un’epoca in cui tutto e tutti viaggiamo sul filo dei minuti contati.
Ben vengano, allora, qualche volta le code, l’importante è avere a portata di mano un libro abbastanza interessante!





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