Marzo 2006

DLMM GVS
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31

Tag

Ultimi post

Ultimi commenti

I miei links preferiti

    Diffondi i contenuti

    Condividi i contenuti

    De.licio.us

    Il peso di Susie Orbach

    di urkalg (30/03/2006)

    Leggo su IO Donna, magazine de Il Corriere della Sera un articolo di Paola Tavella.

    Si parla di Susie Orbach, "storica guru del corpo" che ci spiega come salvarci da un modello schiacciante di magrezza fondato sulla filosofia che chi non mangia è superiore. Autrice di Fat is a feminist issue (ora introvabile, ma pubblicato in Italia nel 1979 da Savelli con il titolo Noi e il nostro grasso). Nel 2002 la signora Orbach ha pubblicato anche On eating, mai tradotto da noi (forse ora qualcuno ci penserà...).
    Io non ho letto questi libri, ma dall'articolo mi sembrano infarciti di ovvie banalità o da banali ovvietà - fate voi.
    Suggerire di "mangiare solo quando si ha davvero fame, riconoscendo che talvolta si fa per inghiottire le emozioni, si servirsi esattamente di  quel che ci piace gustando ogni boccone, e smettere appena di è sazi" sembra non solo, come suggerisce l'autrice dell'articolo "semplicissimo", ma anche un poco scontato.
    Dopo anni di diete siamo arrivate a ricorrere al chirurgo estetico sempre più giovani. Non ci accettiamo e/o non veniamo accettate. Come uscirne? Ferite nell'autostima, nella bellezza e nell'appetito, dobbiamo farla finita con questa agonia, spiega la famosa psicoterapeuta inglese "celebrando la nostra gloriosa varietà. E' giunto il momento di rifiutare le false promesse di magrezza, e la camicia di forza del fascismo estetico, riprendendoci il nostro appetito e cominciare ad accettarci"!
    Basterà un libro, questo libro? Io, lo dico con rammarico, credo di no.

     

    E intanto penso a quella conoscente che ad un appuntamento con un dietologo, tanto importante ed occupato da ricevere le sue pazienti anche a tarda sera, si è sentita dire: "Vediamo l'ultima cicciona della giornata!".


    Che cosa gli avrebbe risposto la Orbach?

    Tag: ,
    vota
    Voto totale #SCORE#
    Voto totale #SCORE#

    Mummie

    di urkalg (22/03/2006)

    Il bello dei libri che raccolgono brevi racconti è che la lettura può essere breve senza che, per questo, qualcosa venga interrotto.
    E il libretto - Le vere signore non viaggiano - di cui ho parlato fino ad ora (spero senza annoiare) riserva sorprese ad ogni pagina.

     

    Frances Trollope, ci racconta, è stata in Austria intorno al 1838 e ricorda, non senza raccapriccio, la visita nella cripta dietro la Cattedrale di Vienna in cui è conservata una moltitudine di cadaveri nudi e insepolti, ma naturalmente non decomposti.

     

    Questa descrizione mi ha ricordato una situazione del tutto analoga che ho vissuto a Palermo.
    Durante un breve viaggio mi è stata suggerita una visita presso le Catacombe dei Cappucini. Qualcuno che, invece, la sconsigliava, perché piuttosto macabra, dava prova indiretta di esserci comunque già stato.

     

    Prendo in prestito, evidenziandole, le parole dell'autrice per descrivere lo spettacolo che ci siamo trovati di fronte, già incredibile di per sé, e così stranamente simile a quello della mia viaggiatrice.

     

    "Per una qualche peculiarità dell'ambiente, probabilmente la singolare e notevole mancanza di umidità, non si era verificata la decomposizione che normalmente segue la morte; invece la pelle si era seccata fino a diventare cuoio spesso, mentre la forma e, in parecchi casi, anche i lineamenti erano rimasti più o meno gli stessi, così da rendere la loro sogghignante somiglianza a noi stessi la più incredibile e spaventosa possibile..."

     

    Delle mummie di Palermo si dice che il metodo comunemente usato dai cappucini era quello dell'essiccamento mediante collocazione in celle ubicate lungo corridoi detti colatoi. L'essiccazione avveniva per le condizioni ambientali. Si sa infatti che il sottosuolo è prevalentemente tufaccio.
    Dopo circa otto mesi di permanenza i cadaveri venivano estratti, lavati con aceto, esposti all'aria libera e quindi rivestiti degli abiti e posti nelle nicchie.
    Centinaia di corpi, divisi in corridoi a seconda del sesso, dell'età e della professione (uomini, donne, bambini, professori, artisti, sacerdoti) fanno bella mostra di sé, alcuni sdraiati, altri in posizione verticale, trattenuti da fili di ferro, conservando una parvenza di quell'espressione che avevano da vivi o, forse, esprimendo l'ultimo doloroso o beffardo addio alla vita.

     

    "La scena più orrenda cui possano assistere occhi umani"?

     

    Forse.
    Le mie due figlie che - madre sciagurata - avevo portato con me, temevano solo che i fili potessero rompersi e che qualche mummia cadesse loro addosso.
    Io, invece, che non temo i cimiteri e che stavo visitando quel luogo il 16 ottobre, proprio il giorno del mio compleanno, ho notato che il primo ad essere sepolto lì è stato Silvestro da Gubbio, il 16 ottobre del 1599.

     

     

    Tag: ,
    vota
    Voto totale #SCORE#
    Voto totale #SCORE#

    Scherzi della memoria

    di urkalg (20/03/2006)

    Ho qui davanti a me il volumetto rosa che desideravo: Le vere signore non viaggiano.
    Ma mi ha stupito verificare quanto si sia fatta poco affidabile la mia memoria visiva: il disegno sulla copertina è sì una donnina dall'abbigliamento fine Ottocento, ma a colori; non ha l'ombrellino parasole, bensì tre bagagli, grosse valige o piccoli bauli, a seconda di come li si guardi.

     

    Ebbene sì, sono stata ancora in quell'hotel e in quella libreia lì vicino. Dovevo intervistare un autore e filosofo francese, Pierre Péju, in Italia per il suo ultimo libro Il sorriso dell'Orco. Ne parlavo ieri con una mia amica: "L'orco è il male?" mi ha detto con un'intuizione che io non avevo avuto.
    Ma di questo parleremo un'altra volta.

     

    Tornando, per concludere, alle mie signore che, in barba al titolo, viaggiano e anche molto lontano, ho trovato subito esilarante il primo dei pezzi raccolti a cura di Renata Discacciati, sui preparativi della partenza.
    Siamo nel '93 (1893) e la nostra protagonista, Mary Kingsley, riceve da un amico il ritaglio di giornale con la recensione ad di un libro con frasi d'uso comune nel Dahomey, in Africa occidentale. La frase d'apertura è "Aiuto sto annegando". Quindi la domanda: "E se quest'uomo fosse un ladro?", e ancora: "La barca si è capovolta" o "Perché quest'uomo non è stato sepolto?".

     

    Questa alquanto scoraggiante serie di frasi d'uso comune mi ha fatto pensare ad una mini guida americana che mio marito aveva ricevuto tempo fa dalla ditta americana per cui lavora in occasione di un viaggio in Italia, nonostante - si presume - noi conoscessimo la lingua.


    Italian at glance, è il titolo.


    Fra le varie sezioni, quella dedicata ai "problemi" riporta frasi come: "Quello è un ladro!", "Mi ha scippato/rubato la borsa/l'auto/il passaporto/la valigia/l'orologio" oppure: "Questo giovanotto mi sta disturbando - Sta continuando a seguirmi - Fermate quel ragazzo" e poi: "Sono innocente", "Voglio un avvocato", "Voglio andare al Consolato Americano/Inglese/Canadese/Australiano".

     

    Tag: ,44,
    vota
    Voto totale #SCORE#
    Voto totale #SCORE#

    La seconda volta…

    di urkalg (10/03/2006)


    …non ho avuto più bisogno di nessun aiuto per raggiungere la mia meta - l'hotel - anzi mi sono attardata curiosare fra le vetrine  di una libreria.
    Copertina rosa; la delicata silhouette nera di una signora, gonna lunga e ombrellino da passeggio.
    "Le vere signore non viaggiano".

    Archinto Editore (sul sito non c'è traccia di questo libro…)
    Ho commesso l'errore di non acquistare subito il volumetto dal titolo a dir poco strano: non sono sempre state le "vere" signore a possedere i mezzi e il tempo per compiere viaggi in tutto il mondo?
    A me piace viaggiare: anche se l'idea della partenza mi mette in agitazione, cerco di vincere questo lato del mio carattere e raramente rinuncio alla possibilità di conoscere luoghi nuovi.
    Il dubbio, in attesa di leggere il libro, è che io non sia una "vera signora".
    Ma questo lo sapevo già.

    P.S. In quell'hotel, come in altri, sono andata per intervistare autori e autrici...

    Tag: ,576,
    vota
    Voto totale #SCORE#
    Voto totale #SCORE#

    Metti una mattina, a Milano

    di urkalg (07/03/2006)

    La settimana scorsa mi trovavo a Milano. Dovevo raggiungere, per la seconda volta in due settimane, un hotel della zona Brera.
    Che cosa ci faccia una signora (io) in tarda mattinata, ad un appuntamento in un hotel del centro, non deve esserselo chiesto la gentilissima Signora alla quale, la prima volta, ho chiesto informazioni e che non solo mi ha spiegato la strada, ma si è offerta di accompagnarmi per un tratto.
    Credetemi, non sono cose che capitano tutti i giorni!
    Nel tragitto si è premurata di indicarmi locali con un particolare menù o negozi di abbigliamento dove avrei potuto trovare qualche regalo. Abbiamo chiacchierato cordialmente di figlie e di amiche, di arredo urbano e di viabilità.
    Alla fine ci siamo salutate con una stretta di mano, quasi fossimo amiche di vecchia data: queste righe sono per ringraziarla.



    Insomma, la prima volta il mio carente senso dell'orientamento è stato supplito dalla cortesia della Signora, ma la seconda volta...

    Tag: ,
    vota
    Voto totale #SCORE#
    Voto totale #SCORE#

    Da dove cominciare questo blog?!

    di urkalg (07/03/2006)

    Da dove cominciare questo blog?!

    L'idea della vita come viaggio, non è nuova, naturalmente...
    Ma forse posso rivendicare - in attesa di smentita - quella di poter associare parecchi momenti - se non la maggior parte - della mia esistenza ai libri.
    Come se quei volumi, tanto preziosi per chi ama leggere, possano fare, di volta in volta, da cornice, da contrappunto o, addirittura, da protagonisti di eventi quotidiani, cui spesso non si dà neppure molta importanza.

    E' la convinzione che sia la scrittura a dare loro un senso, che va al di là delle apparenze e della banalità, a convincermi della bontà di ciò che scriverò su queste pagine: ai lettori l'ardua sentenza!

    Tag: ,576,
    vota
    Voto totale #SCORE#
    Voto totale #SCORE#